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Sinner diventa un caso, ennesima batosta: sono pronti a farlo fuori

Jannik Sinner polemicheJannik Sinner ancora al centro delle polemiche suo malgrado (Foto IG @janniksin - campionatistudenteschi.it)

Jannik Sinner tra delusione sportiva e tempesta mediatica: il ko agli Australian Open passa in secondo piano: c’é una batosta più grande.

La stagione di Jannik Sinner non è iniziata come molti si aspettavano. Dopo mesi vissuti da protagonista assoluto del circuito, il campione altoatesino si è fermato in semifinale agli Australian Open. Una sconfitta che, a dire il vero, porta la firma di Novak Djokovic, e quindi non certo di un avversario qualunque. Però nel tennis di vertice i dettagli fanno la differenza e quando sei abituato a vincere ogni battuta d’arresto fa rumore. Senza ombra di dubbio Sinner resta uno dei punti di riferimento del panorama mondiale, ma in queste ore il suo nome è finito al centro di un dibattito che va ben oltre il campo.

Perché, infatti, mentre si analizzavano rovesci, percentuali al servizio e scelte tattiche contro il campione serbo, un’altra notizia ha iniziato a rimbalzare con insistenza, trasformandosi in un vero e proprio caso politico. Il tennis italiano vive un momento d’oro, trascinato proprio da Sinner e dagli altri azzurri capaci di riportare entusiasmo e ascolti record. E quando in ballo ci sono eventi di portata mondiale, inevitabilmente entrano in gioco interessi televisivi, diritti e strategie industriali.

Ennesima batosta: le polemiche arrivano in Parlamento

Con una nota ufficiale, Mediaset ha annunciato di aver raggiunto un’intesa per l’acquisizione dei diritti televisivi free to air delle Nitto ATP Finals a partire dal 2026, per il prossimo ciclo pluriennale. Una notizia anticipata da Dagospia e poi confermata dal Biscione, che amplia così la propria offerta sportiva in chiaro. L’accordo prevede la trasmissione sulle reti e piattaforme del gruppo di una selezione di otto tra i migliori incontri di uno degli eventi più seguiti del calendario tennistico internazionale, con i top player del ranking mondiale. In altre parole, le Finals che vedranno protagonisti i migliori tennisti del pianeta, Sinner compreso se manterrà l’attuale livello, cambieranno casa televisiva.

Sinner caso mediatico

Ennesimo caso mediatico per Jannik Sinner anche se in maniera indiretta (Foto IG @janniksin – campionatistudenteschi.it)

Il contraccolpo è stato immediato. La Rai, che negli ultimi anni aveva investito molto sul tennis cavalcando l’onda del successo azzurro, perde così uno degli eventi simbolo. Una batosta che non è passata inosservata né in ambito sportivo né in quello politico. Le opposizioni hanno subito puntato il dito contro la gestione del servizio pubblico, parlando di ennesima occasione mancata e di progressivo impoverimento dell’offerta sportiva della tv di Stato.

Anche sul fronte interno non sono mancate reazioni. In una nota, Usigrai e il Cdr di Raisport hanno espresso “grande preoccupazione per il fatto che la Rai abbia perso i diritti delle Atp Finals di tennis dopo aver perso già innumerevoli manifestazioni sportive”. Parole che fotografano un malcontento diffuso e che trasformano una vicenda televisiva in un tema di dibattito pubblico più ampio.

In questo scenario, il nome di Sinner diventa inevitabilmente centrale. Il numero uno italiano è il volto di una generazione che ha riportato il tennis al centro dell’attenzione nazionale. La sua crescita ha contribuito ad aumentare il valore mediatico del movimento, rendendo le Finals un prodotto ancora più appetibile. E così, mentre lui prepara i prossimi tornei per riscattare la delusione australiana, attorno al suo mondo si muovono equilibri economici e politici che raccontano quanto il tennis sia diventato strategico.

La sconfitta con Djokovic resta un episodio sportivo, importante ma fisiologico in una carriera ai massimi livelli. Però il vero terremoto, almeno per ora, si consuma lontano dal cemento dei campi. E dimostra che quando c’è di mezzo Sinner, oggi, non si parla solo di diritto e rovescio. Si parla di potere mediatico, di diritti televisivi e di un sistema che cambia pelle sotto gli occhi di tutti.

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