Per gli organizzatori degli Australian Open il 2026 è cominciato male. Sinner e Alcaraz sono stati protagonisti di uno schiaffo moral allo slam australiano.
La stagione del grande tennis ha acceso i motori in modo quasi simbolico, lontano dai tabelloni ufficiali ma sotto gli occhi del mondo. L’esibizione disputata in Corea del Sud tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz non è stata un semplice antipasto esotico, ma una dichiarazione d’intenti: la rivalità che negli ultimi due anni ha definito il vertice del circuito maschile è ormai il perno attorno a cui ruota l’intero movimento. Sul campo dell’Incheon non c’era in palio alcun punto ATP, e questo ha inevitabilmente condizionato atteggiamento e intensità. Nessuno dei due ha forzato davvero, nessuno ha cercato il colpo risolutivo a ogni costo. Con gli Australian Open alle porte, la priorità era chiara: preservare energie, testare la condizione, rodare automatismi.
Eppure, anche senza l’ossessione del risultato, lo spettacolo non è mancato. Gli scambi hanno mostrato ritmo, varietà e qualità tecnica, con quella sensazione costante che Sinner e Alcaraz, anche quando giocano al 70%, restino comunque su un piano superiore rispetto al resto del circuito. C’è stato spazio anche per la leggerezza, come nel momento diventato virale in cui Sinner ha ceduto la racchetta a un giovanissimo spettatore, capace di infilare Alcaraz con un diritto sorprendentemente pulito. Un siparietto che ha strappato sorrisi e applausi, ma che racconta bene lo spirito dell’evento: più show che battaglia, più celebrazione che scontro frontale. Ma se dal punto di vista tecnico l’evento è stato gestito con cautela, sul piano economico il discorso cambia radicalmente.
Montepremi da capogiro per Sinner e Alcaraz: 2 milioni a testa
Dietro la cornice dello spettacolo si nasconde infatti un montepremi che ha fatto rumore. Secondo le stime emerse nelle ore successive, Sinner e Alcaraz avrebbero incassato un gettone di presenza da almeno due milioni di euro a testa. Nessuna cifra ufficiale comunicata dagli organizzatori, ma un range considerato attendibile e condiviso dagli addetti ai lavori. Un cachet impressionante, soprattutto se rapportato al tempo passato in campo e all’assenza di rischi reali. Il confronto con gli Australian Open è inevitabile e, per certi versi, imbarazzante. Il vincitore dello Slam di Melbourne porterà a casa circa 2,4 milioni di euro, poco più di quanto ciascuno dei due campioni avrebbe già guadagnato in Corea per una singola esibizione.

Montepremi da capogiro per Sinner e Alcaraz: 2 milioni a testa – campionatistudenteschi.it (screen Youtube)
Un dato che fotografa alla perfezione la nuova economia del tennis: gli eventi extra-ATP, se ben confezionati e supportati da grandi sponsor, sono in grado di competere – e talvolta superare – i tornei più prestigiosi in termini di ritorno economico immediato. In questo senso, l’esibizione non è stata solo un prologo sportivo, ma anche un manifesto. Sinner e Alcaraz non sono soltanto due fenomeni della racchetta: sono marchi globali, capaci di spostare capitali, pubblico e attenzione mediatica. E mentre Melbourne si prepara ad accoglierli per il primo Slam dell’anno, la loro rivalità, oggi, vale oro.
Sinner-Alcaraz, figuraccia Australian Open: inizio pessimo - campionatistudenteschi.it (screen Youtube)






