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Pericolo Sinner, il problema non è Alcaraz: lo spagnolo se la ride

Jannik SinnerPericolo Sinner, il problema non è Alcaraz: lo spagnolo se la ride - campionatistudenteschi.it (screen Youtube)

Siamo abituati a vedere Alcaraz come unico rivale in grado di battere Sinner. In Australia però c’è un altro problema e non è lo spagnolo.

Domani scattano gli Australian Open e, come da copione, l’attenzione del mondo del tennis converge su due nomi che ormai rappresentano il presente e il futuro del circuito: Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Numero due e numero uno del mondo, separati da una rivalità che ha già prodotto capitoli memorabili e che a Melbourne promette nuovi snodi decisivi. Per lo spagnolo il primo Slam dell’anno ha un valore speciale: è l’unico grande torneo a mancare nella sua collezione e il tassello che completerebbe il Career Grand Slam.

Per l’azzurro, invece, l’obiettivo è ancora più ambizioso: difendere un titolo già conquistato nelle due edizioni precedenti, trasformando il cemento australiano nel territorio di un dominio raro. I segnali arrivati nelle ultime settimane sono stati chiari. L’esibizione di Seul, vinta da Alcaraz, ha ribadito che entrambi arrivano all’appuntamento in condizioni avanzate di preparazione. Ritmi alti, scambi intensi, nessuna concessione: anche quando la posta non era quella di uno Slam, il livello è rimasto da finale. Ma Melbourne è un’altra storia.

Qui contano la tenuta sulla distanza, la gestione dei giorni di caldo estremo e la capacità di attraversare le prime settimane senza intoppi fisici o mentali. Alcaraz sa che ogni turno lo avvicina a un obiettivo mai centrato; Sinner, forte dell’esperienza e dei precedenti, sa che difendere è sempre più complesso che conquistare.
Se l’attesa per l’esordio catalizza l’attenzione, è guardando oltre che emergono le vere difficoltà, soprattutto per Sinner. Il suo lato di tabellone non concede tregua e presenta incroci potenzialmente esplosivi già prima dell’atto conclusivo.

Alcaraz è l’ultimo dei problemi, rischio Djokovic e Musetti per Sinner

Il lato di tabellone dell’azzurro è più carico di incroci potenzialmente pesanti. Sinner esordisce contro Hugo Gaston, un mancino capace di sporcare il ritmo e di usare traiettorie corte, avversario non devastante ma fastidioso se si abbassa l’attenzione. Nei turni successivi, il percorso può già salire di livello con possibili match contro giocatori solidi da cemento, prima di entrare nella zona “calda” del tabellone: agli ottavi, nello spicchio, compaiono profili come Karen Khachanov; ai quarti, la proiezione più accreditata porta verso un confronto con uno tra Ben Shelton e Casper Ruud, due modi diversi di far male (potenza immediata l’americano, struttura e pesantezza di palla il norvegese).
Il vero nodo, però, è la parte alta del suo lato: nel cammino verso la finale, Sinner potrebbe ritrovarsi in semifinale uno tra Novak Djokovic e Lorenzo Musetti. Djokovic a Melbourne è una figura che non ha bisogno di presentazioni: gestione dei momenti e lettura tattica come pochi, oltre a un’esperienza che nei cinque set pesa. Musetti, invece, è la variabile più intrigante: talento e soluzioni che possono spostare l’inerzia se trova continuità e servizio.

Djokovic e Sinner

Alcaraz è l’ultimo dei problemi, rischio Djokovic e Musetti per Sinner – campionatistudenteschi.it (screen Youtube)

Dall’altra parte, Alcaraz parte contro l’australiano Adam Walton e, sulla carta, ha un avvio più lineare. Nei turni centrali il suo percorso può incrociare avversari da battaglia come Corentin Moutet, mentre nella seconda settimana entrano nomi capaci di accendere il torneo: possibili quarti contro Alex de Minaur (spinta del pubblico, velocità e pressione costante) o Alexander Bublik (giornate in cui serve e gioca senza paura). La separazione tra testa di serie 1 e 2 spalanca l’ipotesi finale Alcaraz-Sinner, ma prima entrambi dovranno attraversare un tabellone che, dalla seconda settimana in poi, non concede sconti. A Sinner però è andata un po’ peggio.

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