Con l’esibizione ormai alle porte, per Jannik Sinner non sarà certo questa gara la sua preoccupazione. Il pericolo è a Melbourne e c’è grande preoccupazione.
Il tennis riaccende i motori e lo fa nel modo più atteso: Jannik Sinner contro Carlos Alcaraz. Tra meno di mezz’ora, in Corea del Sud, andrà in scena un’esibizione che va ben oltre il valore simbolico. Non è un match ufficiale, ma rappresenta l’apertura reale della stagione, il primo termometro di un 2026 che promette di essere ancora più intenso del precedente. I tifosi attendono questo confronto non per il risultato in sé, ma perché segna la fine dell’attesa e l’inizio della battaglia vera. Per Sinner il contesto è chiarissimo. Tra una settimana sarà Australian Open e a Melbourne l’azzurro non si presenterà come un semplice favorito, ma come campione in carica.
Lo scorso anno ha chiuso il cerchio con una finale dominata contro Alexander Zverev, confermando quanto già aveva mostrato nei mesi precedenti e doppiando il risultato del 2024. Il problema, semmai, è proprio questo: difendere. Difendere i 2000 punti conquistati a gennaio, difendere uno status che oggi lo colloca come riferimento assoluto del tennis mondiale. Ogni turno superato a Melbourne sarà una risposta, ogni difficoltà un test di tenuta. E se Alcaraz resta il rivale naturale, non è l’unico nome che può complicare il percorso. Il circuito ha lavorato, si è preparato, e c’è chi ha già mandato segnali molto chiari nelle prime settimane dell’anno.
Stefanos Tsitsipas, il ritorno che inquieta: problema anche per Sinner
Dopo una stagione segnata da delusioni e cadute, Stefanos Tsitsipas sembra aver scelto il 2026 come anno del rilancio. L’inizio parla chiaro, come mostrano le tre vittorie su tre in singolare in United Cup con la Grecia, l’ultima delle quali contro il numero 9 del mondo Taylor Fritz. Un successo tutt’altro che banale, soprattutto per ciò che rappresenta sul piano mentale. Il greco, classe 1998, veniva da mesi difficili, tanto da essere scivolato fuori dalla Top 30, una posizione impensabile fino a poco tempo fa per uno dei volti simbolo della sua generazione. Le vittorie in United Cup non hanno permesso alla Grecia di superare gli Stati Uniti ai quarti di finale, ma hanno restituito a Tsitsipas qualcosa che mancava da tempo: fiducia.

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C’è un dato che pesa più degli altri. Battendo Fritz, Tsitsipas ha interrotto un digiuno che durava da oltre tre anni: non vinceva un match su cemento outdoor contro un Top 10 da Cincinnati 2022. Ancora più significativo, si tratta del primo successo contro un Top 20 dalle Olimpiadi di Parigi 2024. Numeri che raccontano meglio di qualsiasi commento la portata di questo ritorno. Perché questo riguarda Sinner? Perché uno Tsitsipas ritrovato diventa la classica mina vagante nei tabelloni Slam. Non parte favorito, non ha la pressione addosso, ma possiede esperienza, talento e un tennis che, se in fiducia, può mettere in difficoltà chiunque. A Melbourne, dove le condizioni sul cemento possono esaltare il suo gioco, il greco non sarà testa di serie alta, ma potrebbe essere uno di quegli incroci scomodi che nessuno vuole affrontare.
Paura Sinner, il nuovo anno parte male: Australian Open a rischio - campionatistudenteschi.it (screen Youtube)






