All’alba degli Australian Open, Jannik Sinner è chiamato a ripetersi per difendere 2000 punti. Tuttavia nelle ultime ore è arrivata una grande batosta.
Gli Australian Open stanno per cominciare e, come inevitabile, il torneo ruota attorno alla figura di Jannik Sinner, campione in carica e numero due del mondo. Melbourne rappresenta molto più di un semplice avvio di stagione: è il primo banco di prova di un 2026 che per l’altoatesino si annuncia complesso, ambizioso e carico di aspettative. Difendere il titolo non è mai un esercizio lineare, soprattutto quando il tabellone lo colloca nello stesso lato di Novak Djokovic e Lorenzo Musetti, con la prospettiva di un percorso subito ad alta intensità. Sinner arriva però in Australia forte di una seconda metà di 2025 estremamente solida.
Le Nitto ATP Finals, vinte battendo Carlos Alcaraz, hanno certificato un livello di maturità che va oltre il singolo risultato. In autunno il suo lavoro si è concentrato su aspetti tecnici meno visibili ma decisivi: variazioni di traiettoria, gestione del tempo nello scambio, lettura delle situazioni difensive. Tutto finalizzato a un obiettivo chiaro, ovvero quello di non restare prigioniero di un’identità ormai studiata da ogni avversario. Ed è qui che il torneo australiano assume una valenza particolare. L’esordio non è proibitivo, ma i turni successivi possono rapidamente trasformarsi in un percorso a ostacoli.
Tra ottavi e quarti il rischio di incrociare avversari fisicamente esplosivi o tatticamente scomodi è concreto; in semifinale, come già evidenziato, il confronto potrebbe essere con uno tra Djokovic e Musetti. In altre parole, prima ancora di pensare a una possibile finale, Sinner potrebbe trovarsi costretto a superare dei match dal peso specifico altissimo. Un contesto che non perdona esitazioni, soprattutto se si decide di cambiare pelle.
Sinner pronto a cambiare, ma c’è un rischio: “Sono disposto a perdere qualche partita”
Nelle interviste rilasciate a Nine e al sito ufficiale degli Australian Open, Sinner ha spiegato con chiarezza la direzione intrapresa. Tornare numero uno è senza dubbio uno dei miei grandi obiettivi di questa stagione. Sarà difficile, ma sono felice di provarci dando tutto – ha dichiarato all’emittente australiana. Ma il passaggio più significativo riguarda l’approccio al gioco e al rischio: “D’ora in poi punterò forse anche a perdere alcune partite, ma cercherò di apportare alcuni cambiamenti. Voglio essere un po’ più imprevedibile come giocatore, perché penso che sia quello che bisogna per diventare un tennista migliore”.

Sinner pronto a cambiare, ma c’è un rischio: “Sono disposto a perdere qualche partita” – campionatistudenteschi.it (screen Youtube)
Parole che non passano inosservate, soprattutto alla vigilia di uno Slam. Sinner accetta l’idea che la crescita possa comportare battute d’arresto, anche pesanti, pur di ampliare il proprio repertorio. Una scelta condivisa con Simone Vagnozzi e Darren Cahill, che restano al centro di un progetto orientato non solo alla vittoria immediata, ma alla costruzione di un dominio più duraturo. Melbourne dirà se questa evoluzione sarà premiante o se, come lo stesso Sinner mette in conto, potrà rivelarsi persino “fatale” nel breve periodo. La domanda che tutti si fanno è anche piuttosto lecita: è il caso di fare esperimenti quando si hanno 2000 punti da difendere?
Australian Open, batosta assoluta per Sinner: inevitabile - campionatistudenteschi.it (screen Youtube)






