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Sinner fa tremare tutti, è un deja-vu: assenza pesante

Jannik SinnerSinner fa tremare tutti, è un deja-vu: assenza pesante - campionatistudenteschi.it (screen Youtube)

Jannik Sinner si prepara ad affrontare il suo slam preferito, ma l’altoatesino già fa parlare di sé per un’assenza molto pesante: è un deja-vu.

L’inizio degli Australian Open rappresenta molto più di un semplice debutto stagionale per Jannik Sinner. Martedì, contro Hugo Gaston, l’altoatesino affronterà un primo turno sulla carta abbordabile, ma tutt’altro che banale. Il francese non ha la potenza per reggere cinque set contro un top player, ma possiede variazioni, smorzate e ritmo intermittente che possono complicare l’avvio, soprattutto in uno Slam dove l’adattamento alle condizioni è sempre decisivo. Per Sinner, però, Melbourne 2026 è molto più di un test iniziale: è uno snodo chiave per l’intera stagione. Il motivo è duplice.

Da una parte c’è la classifica. Non arrivare in fondo significherebbe lasciare sul tavolo punti pesantissimi, soprattutto in un momento in cui Carlos Alcaraz vive gli Australian Open come una vera ossessione sportiva, l’unico Slam che manca alla sua collezione e che potrebbe distaccarlo con forza nella corsa al numero uno. Dall’altra parte c’è la storia personale: Sinner ha vinto a Melbourne nel 2024 e nel 2025, e un eventuale tris lo proietterebbe in una dimensione rarissima, capace di segnare un’epoca e di rafforzare ulteriormente la sua posizione nel tennis mondiale. Questo Slam, dunque, può già orientare il 2026.

Un cammino profondo rafforzerebbe la leadership dell’azzurro e metterebbe pressione agli avversari; un’uscita prematura, al contrario, riaprirebbe immediatamente il dibattito sul primato e sulla tenuta nei momenti chiave. In questo scenario, Sinner si presenta con una consapevolezza diversa rispetto agli anni passati: non è più l’outsider che sorprende, ma il riferimento da battere. E proprio per questo ogni dettaglio, ogni scelta di calendario e ogni evento extra-campo vengono letti con una lente diversa.

La Laver Cup resta un’incognita, Sinner ci sarà?

C’è infatti un tema che continua a incrociarsi con il suo percorso e che riguarda direttamente Roger Federer: la Laver Cup, competizione a squadre che Sinner non ha mai disputato. Su questo punto si è soffermato Guido Monaco, offrendo una chiave di lettura che va oltre la semplice assenza. Secondo l’analista – il sentore è che il management di Sinner e Federer non siano sulla stessa lunghezza d’onda – e il fatto che l’azzurro non abbia mai preso parte alla Laver Cup rafforzerebbe questa percezione. Non si tratterebbe di astio, ma di dinamiche di gestione e priorità differenti. La Laver Cup, va ricordato, è un evento esibitivo ma ad altissima visibilità: Team Europa contro Team Mondo, tre giorni di sfide, punteggio progressivo e la possibilità per le star di giocare anche solo una o due partite.

Jannik Sinner

La Laver Cup resta un’incognita, Sinner ci sarà? – campionatistudenteschi.it (screen Youtube)

In caso di edizione ospitata in Italia, Sinner avrebbe il vantaggio di non essere obbligato a scendere in campo in tutti gli incontri, riducendo l’impatto fisico. Ma proprio qui nasce il rischio evocato da Monaco: “Tremo già al pensiero di organizzare la Laver Cup da noi e poi magari per un imprevisto Sinner non va”. Un’eventuale “convocazione” seguita da un forfait dell’azzurro genererebbe una polemica durissima, simile a quelle già vissute in passato quando ha rinunciato ad altri impegni, Coppa Davis compresa. Il trait d’union tra i due mondi resta Ivan Ljubicic, figura rispettata sia nell’orbita di Federer sia in quella di Sinner. Ma la sensazione è che, finché le priorità resteranno diverse, la Laver Cup continuerà a essere un punto di frizione potenziale.

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