Il calcio italiano piange un campione bianconero che ha segnato un’epoca e lasciato un ricordo indelebile nei cuori dei tifosi.
Ci sono notizie che arrivano all’improvviso e lasciano tutti senza parole, perché ricordano quanto il tempo sia implacabile anche con chi, sul campo, sembrava eterno. In queste ore il mondo del calcio è avvolto da un velo di tristezza profonda, con tifosi e addetti ai lavori che faticano a crederci davvero. La morte, infatti, non guarda in faccia nessuno e non fa sconti, nemmeno ai campioni che hanno regalato gioie, vittorie e momenti che restano scolpiti nella memoria collettiva.
Il dolore è palpabile soprattutto tra chi ha vissuto quegli anni, tra chi ha visto quel centrocampista lottare, correre, sacrificarsi per la maglia. Un grande bianconero se n’è andato, lasciando il calcio in lutto e un senso di vuoto difficile da colmare. In tanti, sui social e non solo, stanno ricordando le sue gesta, le partite giocate con orgoglio, quel modo concreto e silenzioso di stare in campo che oggi sembra appartenere a un’altra epoca.
Lutto per il campione bianconero scomparso
Il nome emerge con chiarezza, accompagnato da un’ondata di ricordi e di rispetto. Si è spento martedì 13, all’età di 82 anni, Renzo Ragonesi. Un uomo prima ancora che un calciatore, uno di quelli che hanno attraversato il calcio italiano con dignità, senza mai cercare i riflettori ma guadagnandosi la stima di tutti. Bolognese di nascita, Ragonesi ha legato una parte importante della sua carriera alla Spal, club con cui ha scritto una pagina significativa di storia.
Il suo approdo a Ferrara risale al 1971, quando indossa la maglia biancazzurra e vi rimane fino al 1973. In quel periodo colleziona 34 presenze ufficiali, mettendo a segno anche due reti, ma soprattutto entra nel cuore dei tifosi per il suo spirito di sacrificio e la sua affidabilità in mezzo al campo. Senza ombra di dubbio, il momento più alto della sua esperienza ferrarese è la vittoria del campionato di Serie C nella stagione 1972-1973, un trionfo che resta ancora oggi uno dei ricordi più belli per il popolo spallino.

Renzo Ragonesi in una foto del 1976 (Foto IG @francodaniellomcr – campionatistudenteschi.it)
Quella promozione non fu un episodio isolato nella sua carriera. Due anni più tardi, infatti, Ragonesi ripete l’impresa con il Modena, dimostrando di essere un centrocampista capace di portare equilibrio, esperienza e mentalità vincente ovunque andasse. Un calciatore concreto, di quelli che magari non finiscono spesso sui titoli dei giornali, però risultano fondamentali nello spogliatoio e sul rettangolo verde.
Il nome di Renzo Ragonesi, però, è legato al mondo del calcio anche per una vicenda controversa che fece molto discutere all’epoca. Nel 1970, quando era in forza al Cesena, la Casertana presentò un esposto alla Lega Calcio sostenendo che il giocatore avesse firmato sia per il club romagnolo sia per la società campana. Una situazione delicata, che esplose dopo una partita disputata proprio tra Cesena e Casertana.
La società campana chiese la vittoria a tavolino del match, mentre il Cesena si oppose con forza. Alla fine, la Caf confermò il risultato di 3-1 a favore dei bianconeri, ma arrivò una sanzione pesante: un punto di penalizzazione per ogni gara già disputata da Ragonesi con la maglia del Cesena. Non solo, perché venne anche assegnato un 2-0 a tavolino al Napoli, sconfitto sul campo 1-0 proprio dai romagnoli. Un episodio che segnò una stagione e che ancora oggi è ricordato come uno dei casi più discussi di quel periodo.
Oggi, però, non è il tempo delle polemiche, ma del ricordo. Renzo Ragonesi lascia un’eredità fatta di impegno, professionalità e amore per il calcio. I tifosi lo salutano con affetto, consapevoli che certi campioni non muoiono mai davvero, perché continuano a vivere nei racconti, nelle immagini sbiadite e nei ricordi che il tempo non riesce a cancellare.
Lutto nel calcio, muore un grande bianconero -campionatistudenteschi.it






