Calcio

Sconcerto in Serie A, lo conoscevano tutti: lutto indicibile

Candele a luttoSconcerto in Serie A, lo conoscevano tutti: lutto indicibile - Campionatistudenteschi.it (Canva)

Il lutto che ha appena colpito la Serie A è davvero grave: i tifosi sono addolorati per la perdita, era conosciuto da tutti.

La notizia della sua morte si è sparsa nelle scorse ore e ha lasciato un velo di tristezza in tutti gli appassionati di calcio. In molti hanno voluto omaggiarlo con parole di grande stima e ammirazione per quanto fatto in tanti anni per migliorare il gioco più bello del mondo: la sua scomparsa è motivo di grande dolore per tutti coloro che lo avevano conosciuto e apprezzato.

All’età di 85 anni è venuto a mancare Gianpaolo Tosel, noto magistrato italiano che dal 2007 al 2016 ha ricoperto l’incarico di Giudice Sportivo della Serie A. Tosel, dopo essersi laureato in giurisprudenza presso l’Università di Ferrara, ha fatto il suo ingresso in magistratura nel 1965 ed è stato pubblico ministero in alcune inchieste di rilievo, come quella sulle Brigate Rosse.

Dal 1989 è diventato poi procuratore capo di Udine, la sua città, fino al pensionamento arrivato nel 2000. Dopo aver concluso la carriera da magistrato ha iniziato un altro percorso nella giustizia sportiva: Tosel ha inizialmente collaborato con l’ufficio inchieste FIGC e la commissione disciplinare, per poi assumere nel 2007 la carica di giudice sportivo della Lega Nazionale Professionisti Serie A.

Lutto in Serie A: addio all’ex giudice sportivo Gianpaolo Tosel

Un ruolo che Tosel ha svolto fino al 2016, anno in cui ha lasciato il posto a Gerardo Mastrandrea. Nel periodo post-Calciopoli il compianto giudice sportivo friulano spinse molto per l’ampio utilizzo della prova televisiva per punire i giocatori responsabili di condotte violente o espressioni blasfeme.

Gianpaolo Tosel parla al microfono

Lutto in Serie A: addio all’ex giudice sportivo Gianpaolo Tosel – Campionatistudenteschi.it (Screen YouTube)

Proprio grazie a questo uso massiccio della prova TV scattarono pesanti squalifiche: in tanti ricorderanno di certo le tre giornate di stop per Mattia Destro a causa di un colpo rifilato ad Astori sfuggito alla terna arbitrale, ma anche la squalifica inflitta a Zlatan Ibrahimovic nel 2012 (tre giornate) per lo schiaffo ad Aronica. Un altro episodio molto discusso fu quello che portò alle quattro giornate di squalifica per Gonzalo Higuain: l’attaccante argentino venne espulso durante il match contro l’Udinese e reagì con eccessiva veemenza, fino al contatto fisico con l’arbitro Irrati.

Tosel ha poi optato per la tolleranza zero anche su altri fronti, come ad esempio i cori di discriminazione territoriale, puniti con squalifiche e chiusura delle curve. Un esempio è quanto accaduto nel 2013, quando Milan e Inter si ritrovano con le curve chiuse a causa dei cori contro i napoletani.

Change privacy settings
×