Juventus, il retroscena di gennaio spiazza i tifosi: il bomber era a un passo, poi il dietrofront che cambia tutto.
Ci sono storie di mercato che restano nell’ombra, trattative che sembrano destinate a concretizzarsi e che invece, all’improvviso, si dissolvono. In queste ore, attorno alla Juventus, sta emergendo proprio uno di quei retroscena capaci di lasciare l’amaro in bocca ai tifosi. Perché a gennaio, nel pieno della sessione invernale, i bianconeri avevano praticamente messo le mani su un attaccante centrale, un profilo considerato perfetto per completare l’organico e rispondere alle richieste tecniche di Luciano Spalletti. Poi, però, qualcosa è cambiato.
Il centravanti, infatti, era ed è una delle pedine fondamentali nel gioco dell’allenatore. Spalletti ha sempre costruito le sue squadre attorno a un riferimento offensivo capace di fare reparto da solo, di dialogare con i compagni e di garantire peso specifico nell’area avversaria. La Juventus, consapevole di alcune lacune nel reparto avanzato, si era mossa con decisione. I contatti erano avviati, l’intesa di massima raggiunta. Sembrava tutto apparecchiato per l’annuncio.
Era fatta ma la Juve ha mollato il suo bomber: il retroscena di mercato
A svelare il retroscena è stato Momblano, che nelle ultime ore ha raccontato come la Juve avesse praticamente chiuso per il suo bomber salvo poi decidere, all’ultimo momento, di non affondare il colpo. Il nome è quello di Wout Weghorst, attaccante dell’Ajax, profilo esperto e strutturato, uno di quei centravanti vecchio stampo che sanno fare a sportellate e aprire spazi per i compagni. Un giocatore che, sulla carta, avrebbe potuto garantire quella presenza fisica e quella concretezza che a tratti sono mancate alla squadra.
Weghorst, 33 anni, era pronto a vestire il bianconero. L’operazione era in fase avanzata, ma da Torino è arrivato il dietrofront. La motivazione? Una valutazione più ampia, proiettata non soltanto sull’immediato ma anche sulla prossima stagione. Nonostante l’esperienza e il carisma, la sua annata non offriva garanzie di continuità nel medio periodo. Senza ombra di dubbio l’età e la prospettiva di un investimento a breve termine hanno pesato nelle riflessioni della dirigenza.

Wout Weghorst era già della Juve ma a Torino ci hanno ripensato (Foto IG @wout.weghorst- campionatistudenteschi.it)
La Juventus ha così scelto di fermarsi, di non chiudere un’operazione che pure sembrava fatta. Una decisione che racconta molto della strategia bianconera, sempre più orientata a costruire con uno sguardo al futuro. Meglio dare fiducia agli uomini già presenti in rosa, stringere i denti fino a fine stagione e poi, eventualmente, intervenire in estate con un profilo più giovane, magari di prospettiva, capace di rappresentare un investimento tecnico ed economico più sostenibile.
È chiaro che una scelta del genere divide. C’è chi avrebbe preferito un innesto immediato, anche solo per dare a Spalletti un’arma in più nella corsa agli obiettivi stagionali. Però la società ha deciso di non farsi prendere dalla fretta, evitando un’operazione che rischiava di essere tampone più che strutturale. Il mercato, infatti, non è solo questione di occasioni, ma di visione complessiva.
Resta il fatto che il retroscena ha acceso il dibattito. Perché sapere che il bomber era a un passo e che poi tutto si è fermato inevitabilmente fa discutere. E ora, con l’estate alle porte, gli occhi sono già puntati sulle prossime mosse. La Juventus dovrà scegliere con attenzione il suo nuovo centravanti, consapevole che in quel ruolo si decidono spesso le stagioni.
Operazione bomber conclusa a gennaio ma la Juve fa dietrofront: il retroscena (Foto IG @cronache_di_spogliatoio - campionatistudenteschi.it)






