Un 2025 da incubo per la Nazionale italiana e Gattuso, la soluzione è di quelle drastiche che non t’aspetti: Addio Mondiale.
Il 2025 si é rivelato un anno estremamente complicato per la Nazionale di calcio italiana, o meglio per tutto il movimento azzurro che, senza ombra di dubbio, continua a fare i conti con problemi strutturali mai davvero risolti. Ancora una volta, infatti, l’Italia non è riuscita a chiudere il proprio girone di qualificazione al Mondiale 2026 al primo posto e, per la terza edizione consecutiva, dovrà affidare il proprio destino ai temutissimi playoff.
Una situazione che ormai non sorprende più, però che continua a far male, soprattutto a un Paese che ha fatto la storia del calcio mondiale. Gli ultimi anni della Nazionale, si sa, non sono stati particolarmente gloriosi. La mancanza di una partecipazione ai Mondiali dura ormai da oltre dieci anni e il peso di questa assenza si sente eccome, sia nell’ambiente che tra i tifosi. L’Europeo vinto nel 2021 aveva illuso tutti che potesse essere l’inizio di un nuovo ciclo vincente, invece col senno di poi si è rivelato più un episodio isolato che un vero cambio di rotta.
Incubo mondiale per Gattuso, c’è l’esclusione
Le difficoltà sono riaffiorate presto e non sono mai state davvero superate. Il campionato europeo disputato in Germania nel 2024 ha rappresentato l’ennesima occasione persa. La gestione di Luciano Spalletti, arrivato con grandi aspettative, non ha prodotto i risultati sperati e l’eliminazione agli ottavi di finale per mano della Svizzera è stata una vera e propria doccia fredda. Una sconfitta pesante, non solo per il risultato in sé, ma per il modo in cui è arrivata, con una squadra apparsa fragile, prevedibile e spesso senza idee. Da lì in poi si è parlato apertamente di crisi, anche se qualcuno ha provato a minimizzare.

Rino Gattuso chiamato a soluzioni drastiche (Foto IG @skysport – campionatistudenteschi.it)
Eppure, guardando al cammino di qualificazione mondiale, le occasioni non erano mancate. Con otto partite a disposizione, una singola sconfitta non dovrebbe compromettere l’obiettivo del primo posto. Però il calcio, si sa, vive anche di inerzia e di testa. Il KO alla prima giornata in casa della Norvegia di Haaland e compagni ha avuto un peso enorme, più psicologico che matematico. Quella partita ha innescato un effetto domino che ha condizionato il resto del girone, tra pareggi evitabili e prestazioni altalenanti.
Da lì è arrivata una decisione forte da parte della Federazione, ovvero il cambio in panchina. L’esonero di Spalletti e la nomina di Rino Gattuso come nuovo commissario tecnico hanno segnato una svolta netta, almeno nelle intenzioni. Gattuso ha portato un approccio più diretto, più fisico, cercando di ricompattare un gruppo apparso spesso smarrito. Tuttavia il tempo a disposizione è stato poco e alcune scelte drastiche, come l’esclusione definitiva di alcuni giocatori storici, hanno fatto discutere. Per loro, infatti, l’addio al Mondiale è già certo, anche nel caso in cui l’Italia dovesse riuscire a qualificarsi.
Ora restano i playoff, ancora una volta. Un passaggio obbligato che mette paura, perché la memoria corre subito alle eliminazioni del passato. La speranza è che questa esperienza, seppur negativa, possa finalmente servire da lezione. Però, guardando il quadro generale, la sensazione è che serva molto di più di un semplice cambio di allenatore. Serve un progetto, serve pazienza e soprattutto serve ritrovare un’identità. Senza quella, anche il 2026 rischia di trasformarsi nell’ennesima occasione mancata.
Incubo Mondiale per Rino Gattuso (Foto IG @skysport - campionatistudenteschi.it)






