Ormai manca veramente poco al ritorno in campo di Jannik Sinner e Alcaraz, ma i due l’hanno fatto veramente grossa stavolta: mondo del tennis senza parole.
Il 2026 del tennis mondiale si apre sotto un segno ormai familiare: quello del dualismo tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Negli ultimi due anni i loro nomi hanno scandito il calendario, monopolizzando finali, titoli e ranking, e l’impressione è che la nuova stagione possa spingersi ancora oltre in termini di intensità e continuità. Domani, in Corea del Sud, andrà in scena l’esibizione tanto attesa che li vedrà uno di fronte all’altro, un appuntamento che, pur non assegnando punti, rappresenta molto più di un semplice show: è il primo vero assaggio di ciò che il 2026 potrebbe riservare. Il contesto è cambiato rispetto a dodici mesi fa.
Se il 2025 è stato l’anno della definitiva consacrazione di entrambi, il 2026 si annuncia come una stagione di confronto totale, senza pause. Sinner, infatti, potrà contare su tutti e dodici i mesi per inseguire e fronteggiare lo spagnolo, oggi numero uno del ranking, senza le interruzioni e i condizionamenti che avevano spezzettato il suo percorso nelle stagioni precedenti. Una continuità che potrebbe rivelarsi decisiva non solo in termini di classifica, ma anche di maturità competitiva. Dall’altra parte, Alcaraz arriva al nuovo anno con la consapevolezza di dover difendere una leadership conquistata con fatica e talento.
Il suo tennis esplosivo resta un punto di riferimento, ma la sensazione diffusa nel circuito è che i margini tra i due si siano ulteriormente assottigliati e che la separazione con Ferrero possa alla lunga essere deleteria. Non tutti, però, osservano questo scenario con entusiasmo incondizionato. Se per il pubblico la prospettiva di rivedere Sinner e Alcaraz affrontarsi con regolarità è una garanzia di spettacolo, c’è chi teme che una narrazione così fortemente polarizzata finisca per oscurare il resto del movimento.
Le parole di Pat Cash scuoto il circus: “Questo duopolio fa male al tennis”
A dare voce a questa preoccupazione è stato Pat Cash, intervenuto ai microfoni di Tennis 365 con dichiarazioni destinate a far discutere. L’ex campione australiano non ha messo in discussione il valore assoluto di Sinner e Alcaraz, ma ha sollevato un tema più ampio, legato all’equilibrio del sistema. Tutti noi vogliamo vedere una finale come quella al Roland Garros tra loro due ma non sempre può accadere – ha premesso Cash, prima di entrare nel cuore del discorso. Il punto, secondo lui, non è lo spettacolo offerto quando i due si affrontano, bensì ciò che accade quando uno dei due viene meno: “Ormai è una corsa a due e se uno dei due vive una giornata storta e viene eliminato dal torneo sarà sicuramente un danno e recherà preoccupazione agli organizzatori del torneo”.

Le parole di Pat Cash scuoto il circus: “Questo duopolio fa male al tennis” – campionatistudenteschi.it (screen Youtube)
Un’analisi che va oltre la semplice rivalità sportiva e tocca gli interessi strutturali del tennis moderno. Cash è stato netto: “Credo che il fatto che la competizione si limiti a loro due non sia un bene, anzi sicuramente non è una cosa salutare per il mondo del tennis. Tutto ciò può essere un problema”. Parole che chiamano in causa non solo i giocatori, ma anche il sistema che li circonda, dagli organizzatori agli sponsor, fino alla narrazione mediatica. Secondo l’ex tennista, un circuito troppo dipendente da due sole figure rischia di diventare fragile, esposto a imprevisti e a cali di interesse improvvisi. Una visione controcorrente, soprattutto in un’epoca in cui il pubblico sembra affamato di rivalità iconiche e facilmente riconoscibili.
Tennis sconvolto, Sinner l'ha combinata grossa: c'entra pure Alcaraz - campionatistudenteschi.it (screen Youtube)






