Jannik Sinner è tornato in campo a Indian Wells per il primo allenamento dopo l’uscita nei quarti a Doha, e il clima attorno a lui è già quello dei grandi appuntamenti.
Il torneo californiano non è uno qualunque, per atmosfera e peso nel calendario assomiglia a uno Slam in miniatura. Arrivarci dopo una sconfitta significa portarsi dietro qualche domanda, ma anche la voglia di rimettere subito ordine nel proprio gioco.
L’altoatesino è sbarcato negli Stati Uniti con qualche giorno di anticipo rispetto all’esordio ufficiale. Campo centrale quasi pieno anche per una semplice sessione di prova, curiosità alta, telefoni puntati. È il segno di quanto sia cambiato il suo status negli ultimi mesi. Ogni allenamento diventa osservato speciale, ogni scambio analizzato come se fosse già partita.
Il lavoro dopo Doha
L’eliminazione nei quarti in Qatar non ha lasciato strascichi evidenti, ma qualche dettaglio da sistemare sì. A Indian Wells si è visto un allenamento intenso, con particolare attenzione alla risposta e alla gestione degli scambi lunghi. Il cemento californiano è più lento rispetto ad altri tornei sul duro e costringe a costruire il punto con pazienza.
Il team ha lavorato sulla profondità dei colpi e sulla percentuale di prime di servizio. Non è un caso. In tornei di questo livello la differenza spesso si gioca su pochi punti e su come si gestiscono i momenti di pressione. Sinner lo sa bene, soprattutto dopo aver raggiunto una dimensione diversa nel circuito, dove ogni avversario entra in campo contro di lui con motivazioni altissime.
Durante la sessione si è soffermato anche sul rovescio lungolinea, uno dei suoi colpi più solidi, cercando però variazioni di ritmo. Indian Wells richiede adattamento continuo, perché il rimbalzo è alto e il vento può cambiare la traiettoria della palla da un game all’altro.
Un torneo che pesa
Il cosiddetto “quinto Slam” rappresenta uno snodo importante della stagione. Non assegna solo punti pesanti per la classifica, ma misura lo stato di forma in vista della primavera europea. Per chi segue il tennis in famiglia, magari davanti alla televisione nelle ore serali italiane, è uno di quegli appuntamenti che segnano l’inizio di una nuova fase dell’anno sportivo.
Sinner arriva a Indian Wells con l’obiettivo di confermare il proprio livello tra i migliori al mondo. La sconfitta di Doha non cambia il quadro generale, ma aggiunge un elemento di attenzione. In questo momento ogni torneo è anche una prova di maturità, non solo tecnica ma mentale.
Atmosfera e aspettative
Nel primo allenamento si è percepita concentrazione, ma anche serenità. Il dialogo continuo con il team, le pause brevi tra una serie e l’altra, qualche sorriso dopo un punto particolarmente riuscito. Segnali che contano, perché la gestione delle energie in un Masters 1000 può fare la differenza tra un’uscita precoce e un percorso lungo.
Le tribune di Indian Wells offrono uno scenario particolare, quasi desertico, con il sole che cala rapidamente e la temperatura che cambia nel giro di poche ore. Anche questo incide sulla preparazione. Allenarsi in queste condizioni serve ad arrivare pronti all’esordio, quando l’attenzione sarà ancora più alta.
Per ora è solo il primo passo. Un allenamento sotto gli occhi di tifosi e addetti ai lavori, in attesa del sorteggio e del debutto ufficiale. Il torneo dirà molto, ma non tutto. La stagione è lunga e ogni settimana aggiunge un tassello a un percorso che, per Sinner, continua a essere osservato da vicino da un pubblico sempre più ampio.
Sinner a Indian Wells, primi colpi sotto il sole californiano - Campionatistudenteschi.it (Instagram Jannik Sinner)






