A pochi giorni dall’esordio a Melbourne e archiviata l’esibizione di Seoul contro Alcaraz, l’annuncio di Sinner ha spiazzato tutti: per Jannik è un guaio.
L’esibizione andata in scena a Seul tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz è stata molto più di un semplice evento di contorno. È sembrata, piuttosto, un trailer ad alta definizione del primo grande appuntamento dell’anno, gli Australian Open di Melbourne. Tra i due, ormai, il confine tra esibizione e competizione si è assottigliato, perché ogni scambio è un messaggio, ogni scelta tattica un indizio. Il cemento australiano dirà molto, soprattutto perché resta un terreno meno “amico” per Alcaraz, mentre rappresenta un habitat naturale per Sinner, che lì ha già scritto pagine importanti. L’azzurro va a caccia del tris dopo i successi contro Daniil Medvedev nel 2024 e Alexander Zverev nel 2025. In palio ci sono 2000 punti, un bottino che può pesare enormemente nella corsa a due per il primato del ranking – soprattutto se Sinner non dovesse riuscire a difenderli – e che potrebbe indirizzare i primi mesi della stagione.
Ma Melbourne non sarà un punto d’arrivo. Sarà semmai l’inizio di un’annata che si preannuncia frizzante, con una rivalità che ha già riscritto alcuni capitoli di storia recente del tennis: tre finali Slam nella stessa stagione, un evento che mancava dal 1964. Il pubblico lo sa e aspetta il bis, consapevole che ogni confronto tra Sinner e Alcaraz alza l’asticella non solo per loro, ma per l’intero circuito. In questo scenario, però, c’è un dettaglio che l’azzurro ha voluto mettere sul tavolo alla vigilia dell’Australia, lasciando intravedere margini di crescita e un approccio tutt’altro che appagato.
Sinner incompleto, la promessa prima degli Australian Open: “Ci sono dettagli da sistemare”
Affrontare il numero uno del mondo è sempre un piacere – ha spiegato Sinner, sottolineando come la sfida con Alcaraz rappresenti uno stimolo continuo: “Carlos mi spinge al limite tutte le volte che giochiamo”. Non c’è retorica, ma consapevolezza: la rivalità è diventata un acceleratore di crescita reciproca, un banco di prova costante che costringe entrambi a cercare soluzioni nuove. Alla vigilia dell’Australian Open, l’azzurro ha però acceso i riflettori su un aspetto meno evidente: “Abbiamo ancora qualche piccolo dettaglio da sistemare prima dell’Australia perché le condizioni saranno completamente diverse rispetto a quelle degli ultimi mesi”. Un passaggio che racconta molto del momento di Sinner. Non parla di problemi, ma di rifiniture; non di limiti, ma di adattamenti. È il linguaggio di chi sa di essere al vertice e di dover curare i particolari per restarci.

Sinner incompleto, la promessa prima degli Australian Open: “Ci sono dettagli da sistemare” – campionatistudenteschi.it (screen Youtube)
Il riferimento è anche al lavoro svolto lontano dai riflettori. Ho avuto tempo per preparare la stagione nel migliore modo possibile – ha spiegato, ricordando il periodo trascorso a casa durante le festività. Un dettaglio umano, prima ancora che sportivo, che restituisce energia e lucidità in vista di un torneo che “è chiaramente quello che conta”.
Poi il confronto con il passato e con i miti: “Non possiamo paragonarci ai Big 3” ha precisato Sinner, riconoscendo che il tennis resta un ecosistema aperto, pronto a punire ogni calo di tensione. Ma l’obiettivo è chiaro: “Speriamo di giocare finali e tanti match insieme”. Melbourne dirà se il primo capitolo del 2026 sarà ancora una volta scritto a due mani. E se quei “piccoli dettagli” faranno davvero la differenza.
Guaio Sinner, l'annuncio prima di Melbourne: Alcaraz gongola - campionatistudenteschi.it (screen Youtube)






