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Australian Open a rischio, Sinner ha un problema grosso: ammissione agghiacciante

Jannik SinnerAustralian Open a rischio, Sinner ha un problema grosso: ammissione agghiacciante - campionatistudenteschi.it (screen Youtube US Open)

Dopo il terzo turno Sinner ha mostrato segni profondi di stanchezza. Alcaraz a quanto pare è solo uno dei problemi, perché quello grosso è un altro.

Il cammino di Jannik Sinner agli Australian Open 2026 sta assumendo i contorni di un’epopea sportiva dove il talento deve fare i conti con i limiti del corpo e le bizze di un clima sempre più estremo. Arrivato a Melbourne con la pesante etichetta di campione in carica e l’ambizione di confermarsi sul trono del primo Slam stagionale, il fuoriclasse altoatesino ha attraversato i primi turni con la consueta autorità, liquidando gli avversari con una freddezza clinica che sembrava presagire una marcia trionfale verso la finale. Tuttavia, il match di terzo turno contro lo statunitense Eliot Spizzirri ha bruscamente cambiato lo spartito del torneo.

Quella che sulla carta doveva essere una pratica agevole si è trasformata in una battaglia di nervi e resistenza fisica sotto un sole cocente che ha sfiorato i 40 gradi. Sinner ha iniziato il match contratto, subendo l’aggressività di un avversario ispirato e cedendo il primo set per 4-6. Ma il vero dramma si è consumato nel cuore della sfida: l’azzurro è apparso improvvisamente svuotato, colpito da crampi evidenti e in palese difficoltà negli spostamenti laterali, tanto da trovarsi sotto di un break nel terzo parziale.

Solo l’attivazione dell’Extreme Heat Protocol, con la conseguente sospensione del gioco e la chiusura del tetto della Rod Laver Arena, ha permesso a Jannik di resettare una situazione che stava scivolando verso il baratro, consentendogli di rimontare e chiudere la contesa in quattro set. Nonostante la vittoria finale, le parole rilasciate da Sinner al termine dell’incontro hanno acceso un campanello d’allarme che agita i tifosi e il suo intero staff tecnico.

Sinner ha un nemico in più, ed è molto pericoloso: “Il mio problema è il caldo”

Ogni giocatore ha i suoi piccoli problemi. Forse, giocare con il caldo è il mio – ha ammesso Sinner con la consueta onestà intellettuale, individuando nelle temperature torride il vero tallone d’Achille della sua preparazione. Sebbene l’azzurro abbia rassicurato tutti sulla sua tenuta mentale e sulla voglia di combattere in ogni circostanza, ha sottolineato come la gestione dello sforzo fisico in condizioni di calore estremo sia l’aspetto principale su cui deve ancora lavorare duramente in palestra. Questa ammissione di vulnerabilità non è un dettaglio da poco in un torneo come l’Australian Open, dove le ondate di calore possono durare giorni e compromettere seriamente le energie residue in vista della seconda settimana.

Jannik Sinner

Sinner ha un nemico in più, ed è molto pericoloso: “Il mio problema è il caldo” – campionatistudenteschi.it (screen Youtube Internazionali di Roma)

Il rischio concreto è che, in assenza di una copertura protettiva o di sessioni serali, la resistenza di Sinner possa venire meno proprio nei momenti decisivi del percorso verso la finale, trasformando ogni match in una lotteria fisica prima ancora che tecnica.A rendere il quadro ancora più complesso è stato l’ottavo di finale, che vedrà Sinner impegnato in uno storico derby contro Luciano Darderi. Se Jannik soffre l’afa di Melbourne, Darderi sembra invece esaltarsi nelle battaglie di logoramento. L’italo-argentino, cresciuto sulla terra battuta e abituato fin da piccolo a climi caldi e umidi, possiede una resistenza organica e una capacità di sofferenza sotto il sole che, in questo momento, appaiono superiori a quelle del numero due del mondo.

Darderi è arrivato a questa sfida con il vento in poppa dopo aver eliminato Khachanov, mostrando una condizione atletica smagliante e una freschezza che potrebbe diventare il fattore chiave del suo percorso. Per Sinner, dunque, la sfida di oggi non sarà soltanto contro il tennis di un compagno di nazionale in stato di grazia, ma contro il proprio corpo e un termometro che non accenna a scendere. La strada verso la riconferma del titolo si fa improvvisamente in salita, e il derby dirà molto su quanto Jannik saprà trasformare questo limite in una nuova opportunità di crescita.

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