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Il karate entra nelle scuole di Busto Arsizio: il progetto Bu Do Kan tra sport e formazione

bambini che praticano karate in palestraIl karate entra nelle scuole di Busto Arsizio - Campionatistudenteschi.it

Non solo attività fisica, ma un percorso educativo vero e proprio. A Busto Arsizio il karate entra in classe grazie alla Polisportiva Bu Do Kan, che da anni porta l’arte marziale tra i banchi delle scuole primarie e secondarie con un progetto gratuito rivolto a centinaia di alunni del territorio.

Un’iniziativa che coinvolge anche Samarate e diversi comuni della Valle Olona, con un obiettivo chiaro: insegnare rispetto, disciplina e inclusione.

Un progetto che cresce sul territorio

L’iniziativa, coordinata dal Direttore Tecnico M° Giorgio Gazich, nasce a Busto Arsizio ma negli anni si è estesa progressivamente ad altri centri della provincia, tra cui Samarate, Solbiate Olona, Magnago e Cavaria con Premezzo. Un’espansione che testimonia la fiducia delle scuole e delle famiglie verso un progetto che unisce educazione motoria e formazione personale.

Nel capoluogo bustocco la collaborazione ha coinvolto in particolare gli istituti Pontida e Pascoli. Per tre mesi, dodici classi delle prime, seconde e terze elementari hanno partecipato a lezioni settimanali guidate dallo staff tecnico composto da Anna Gomiero, Roberto Benvenuti, Andrea Ferro, Giuseppe Virzì e John Acaro. Un impegno significativo, offerto interamente a titolo gratuito dalla polisportiva.

Il karate come scuola di vita

L’obiettivo non è quello di formare atleti agonisti, ma di trasmettere i valori del dojo anche fuori dalla palestra. Rispetto delle regole, autocontrollo, capacità di concentrazione e costanza sono al centro del percorso.

«La nostra scuola lavora soprattutto sull’aspetto educativo e formativo», spiega il M° Gazich. «Ogni bambino viene seguito nel proprio percorso, compresi coloro che presentano maggiori difficoltà. Il karate è uno strumento per crescere insieme, non per escludere».

Gli insegnanti confermano l’impatto positivo dell’iniziativa. Una docente delle scuole Pontida ha evidenziato come le lezioni abbiano aiutato i bambini a coordinarsi, a muoversi in sincronia e a comprendere l’importanza del lavoro di squadra. «Alla fine del percorso ho visto nei loro occhi orgoglio e soddisfazione», racconta.

Il saggio finale tra emozione e consapevolezza

Il momento conclusivo del progetto è rappresentato dal saggio finale, organizzato davanti ai genitori e ai dirigenti scolastici. Per gli alunni delle classi seconde e terze la prova principale è stata l’apprendimento del Kata Taikyoku Shodan, una sequenza di tecniche fondamentali che richiede attenzione, memoria e perseveranza.

Un traguardo che va oltre la corretta esecuzione dei movimenti. Per i bambini significa mettersi alla prova davanti a un pubblico, superare l’emozione e riconoscere il valore dell’impegno costante. Per lo staff del Bu Do Kan, invece, rappresenta la conferma che il karate può essere molto più di uno sport: una vera lezione di vita capace di lasciare un segno duraturo nel percorso di crescita dei più giovani.

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