Calcio

Volano stracci alla Cortinassa, niente da ridere per Spalletti: lo fa fuori

Luciano SpallettiVolano stracci alla Cortinassa, niente da ridere per Spalletti: lo fa fuori - campionatistudenteschi.it (screen video Youtube)

Non è tutto oro quel che luccica e Spalletti no fa neanche in tempo a godersi la vittoria in Champions. Il tecnico ha poco da ridere: lo fa fuori.

La vittoria per 2-0 contro il Benfica ha aperto ufficialmente una fase cruciale della stagione della Juventus. Il successo europeo, arrivato sotto gli occhi di José Mourinho, non è stato soltanto una risposta in campo internazionale, ma l’inizio di un vero e proprio filotto decisivo che metterà i bianconeri di fronte a Napoli, Atalanta, Monaco, Lazio e Inter in un arco di tempo ristretto. Un passaggio di stagione che pesa come un bivio, soprattutto per le ambizioni in campionato.

Dal punto di vista matematico, la Juventus non è ancora fuori dalla corsa scudetto. Dal punto di vista pratico, però, la continuità diventa una necessità non più rinviabile. Luciano Spalletti lo sa bene: la prestazione contro il Benfica ha convinto nel risultato, meno nello sviluppo. Per lunghi tratti la squadra ha sofferto il pressing portoghese, faticando a costruire gioco e mostrando ancora quelle fragilità che avevano portato alle critiche dopo la sconfitta di Cagliari.

Non è un caso che proprio all’Allianz Stadium siano arrivati insulti e contestazioni dagli spalti, culminati in un faccia a faccia acceso tra l’allenatore e alcuni tifosi. Scene che raccontano un ambiente tutt’altro che sereno, dove il margine di tolleranza è ridotto al minimo. Eppure, al di là del nervosismo, ciò che più conta per la dirigenza è che i ragionamenti di mercato non si sono fermati nemmeno sotto i riflettori della Champions League. Alla Cortinassa, mentre l’Europa osserva, si continua a riflettere sul futuro di diversi profili, soprattutto in attacco, dove le risposte attese non sono ancora arrivate.

Openda prende gli schiaffi, ma il problema è strategico

Il caso più emblematico riguarda Lois Openda. L’episodio dello schiaffo in panchina, accompagnato dall’urlo “Ti devi svegliare” da parte di Spalletti, ha fatto il giro dei social in pochi minuti, trasformandosi in un simbolo di una tensione che va ben oltre il singolo gesto. Un richiamo plateale, duro, che racconta molto del momento vissuto dall’attaccante belga e, più in generale, della sua stagione in bianconero. I numeri sono lì a confermarlo. Openda ha messo a segno 2 gol in 24 presenze complessive, con un impiego in Serie A avvenuto prevalentemente da subentrato.

Lois Openda

Openda prende gli schiaffi, ma il problema è strategico – campionatistudenteschi.it (screen video Youtube)

Il minutaggio ridotto non basta però a spiegare un rendimento che, finora, non ha inciso come sperato. Alla Juventus ci si aspettava un impatto diverso, soprattutto da un profilo arrivato con un’operazione economicamente pesante. Ed è qui che entra in gioco il mercato.  L’obbligo di riscatto, di fatto già maturato con il raggiungimento della decima posizione in classifica, porterà la Juve a un esborso complessivo di 40 milioni di euro. Una cifra importante, che apre interrogativi inevitabili: puntare ancora su Openda per provare a rilanciarne la valutazione, oppure cercare una cessione prima che il suo prezzo scenda ulteriormente?

Alla Cortinassa il dibattito è aperto. Da un lato c’è Spalletti, chiamato a decidere se investire davvero sull’attaccante belga, concedendogli spazio e responsabilità per provare a trasformarlo in una risorsa. Dall’altro c’è la posizione di Damien Comolli, che rischia di trovarsi con un asset costoso e difficile da piazzare sul mercato, soprattutto se la stagione dovesse chiudersi senza una crescita evidente. Il gesto in panchina, per quanto discusso, è solo la superficie. Sotto c’è una scelta strategica che pesa sul futuro della Juve, perché o Openda diventa una scommessa rilanciata, oppure il suo nome rischia di entrare presto nella lista dei flop di mercato, con tutte le conseguenze economiche e sportive del caso.

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