Quando il calcio perde uno dei suoi uomini simbolo, il silenzio diventa assordante e il dolore attraversa stadi, città e generazioni.
Ci sono giorni in cui il calcio si ferma, o almeno rallenta, perché la notizia che arriva è di quelle che tolgono il fiato. Non importa il risultato di una partita o una trattativa di mercato, infatti, quando una figura così profonda se ne va, tutto il resto passa inevitabilmente in secondo piano. Il lutto, nel calcio come nella vita, ha un sapore particolare: è fatto di ricordi, di emozioni condivise, di storie intrecciate che improvvisamente si interrompono. E senza ombra di dubbio, in queste ore, il mondo del pallone è attraversato da una tristezza autentica.
Dopo l’addio a Rocco Commisso, che aveva già scosso profondamente tifosi e addetti ai lavori, un’altra notizia ha colpito come un fulmine a ciel sereno. Un altro presidente, uno di quelli che non vivevano il calcio da lontano ma lo respiravano ogni giorno, ci ha lasciato. I tifosi sono sotto shock, perché certe figure sembrano destinate a restare per sempre, quasi fossero parte integrante del gioco stesso. E invece no, il tempo va avanti, e il calcio si ritrova ancora una volta a fare i conti con il vuoto.
Addio allo storico Presidente: lutto nel calcio
Solo dopo aver attraversato questo sentimento collettivo di smarrimento si arriva al nome che oggi unisce tante piazze nel dolore. Il mondo del calcio piange Paolo Di Nunno, scomparso ieri a Cormano all’età di 77 anni, stroncato da un malore improvviso. Un uomo che ha incarnato come pochi altri la figura del presidente viscerale, passionale, istintivo, lontano anni luce dalle logiche fredde e distaccate del calcio moderno. Uno di quelli che non aveva paura di esporsi, di sbagliare, di farsi amare o criticare, perché il calcio per lui era prima di tutto emozione.
Paolo Di Nunno apparteneva a quella stirpe ormai rara di dirigenti che vivevano la squadra come una creatura da proteggere. Come Costantino Rozzi ad Ascoli o Romeo Anconetani a Pisa, anche lui ha sempre messo il cuore davanti a tutto, fregandosene delle etichette, del politically correct e delle convenzioni. Era diretto, schietto, a volte ruvido, però sempre autentico. Ed è forse per questo che tanti tifosi oggi lo piangono come si piange un parente, non semplicemente un presidente.

Pietro Di Nunno Presidentissimo amatissimo scompare a 77 anni (Foto IG @adicosp__
– campionatistudenteschi.it)
Il suo nome resterà per sempre legato a doppio filo al Lecco. Nel 2017, in uno dei momenti più bui della storia del club, fu l’unico a presentarsi all’asta fallimentare indetta dal tribunale, salvando la società dalla scomparsa e permettendole di ripartire dalla Serie D. Un gesto che racconta più di mille parole cosa fosse il calcio per Di Nunno. Da lì è iniziata una cavalcata straordinaria che ha riportato il Lecco dove nessuno avrebbe osato immaginare.
Sotto la sua presidenza, infatti, nel 2023 il Lecco è tornato in Serie B dopo mezzo secolo di assenza. Una promozione storica, conquistata al termine di una finale playoff indimenticabile contro il Foggia. La festa che invase la città manzoniana fu qualcosa di epico, un’esplosione di gioia che resterà impressa nella memoria collettiva. Di Nunno era lì, al centro di tutto, con gli occhi lucidi e il sorriso di chi sa di aver compiuto un’impresa.
Prima e dopo Lecco, Paolo Di Nunno aveva investito anche in altre realtà come Canosa e Seregno, ma è sulle rive del lago che ha lasciato l’impronta più profonda. Non solo risultati sportivi, però. Il suo contributo è stato anche strutturale e concreto. Ha messo mano al portafogli in maniera decisa, finanziando l’installazione del manto in erba sintetica allo stadio Rigamonti-Ceppi e i lavori di adeguamento necessari per affrontare la Serie B. Interventi che resteranno come eredità tangibile del suo amore per il club.
Oggi il calcio italiano saluta uno degli ultimi presidenti romantici, uno di quelli che vivevano ogni partita come fosse una questione di vita o di morte. E mentre il pallone continua a rotolare, resta la consapevolezza che senza figure come Paolo Di Nunno questo sport perde un po’ della sua anima più vera.
Ancora un lutto nel calcio: scompare un altro Presidente - campionatistudenteschi.it






