Calcio

Caos Inter, lite negli spogliatoi: “Si menavano”

Cristian Chivu intervistatoCaos Inter, lite negli spogliatoi: "Si menavano" - Campionatistudenteschi.it (Screen YouTube)

L’ultim’ora su quanto accaduto nello spogliatoio dell’Inter ha lasciato senza parole i tifosi nerazzurri: nessuno avrebbe potuto immaginarlo.

Quando l’estate scorsa Marotta e Ausilio decisero di puntare su Cristian Chivu per sostituire Simone Inzaghi le perplessità tra i tifosi non furono poche. Tuttavia, settimana dopo settimana, il tecnico rumeno ha convinto tutti gli scettici: la sua Inter è in piena corsa per lo scudetto e anche in Champions League ha ottime chances di qualificazione agli ottavi senza passare per il playoff.

Chivu è riuscito anche a ricompattare un gruppo che dopo la batosta subita in finale di Champions League contro il PSG sembrava caratterizzato da non poche crepe. In tanti ricorderanno ad esempio il velenoso scambio tra Lautaro Martinez e Calhanoglu: una diatriba poi risolta già nei primi giorni di ritiro. Eppure c’è stato un tempo dove nello spogliatoio dell’Inter si è arrivati anche alle mani.

Non parliamo di anni recenti, bensì del periodo post Triplete: dopo aver vinto tutto con Mourinho alla guida i nerazzurri hanno attraversato stagioni a dir poco complicate e avare di soddisfazioni. In quell’Inter militava anche Giampaolo Pazzini, arrivato alla Pinetina nel gennaio 2011: furono in tutto 19 le reti messe a segno dal ‘Pazzo’ in una stagione e mezza con la maglia nerazzurra.

Inter, il retroscena lascia tutti senza parole: sono venuti alle mani

Nell’intervista rilasciata al podcast ‘Centrocampo’ il bomber di Pescia, oggi opinionista televisivo, si sofferma soprattutto sul suo primo anno, quando la rosa dell’Inter poteva ancora contare su campioni del calibro di Eto’o, Milito, Stankovic, Zanetti, Samuel, Cambiasso e lo stesso Chivu.

Giampaolo Pazzini ai microfoni del podcast

Pazzini svela cosa è accaduto nello spogliatoio dell’Inter – Campionatistudenteschi.it (Screen YouTube)

Era un gruppo complicato, lasciarne fuori uno era complicato. Scazzi vari in quello spogliatoio lì se ne vedevano spesso – racconta Pazzini – Magari il giorno prima si menavano, il giorno dopo giocavano tutti e due e riuscivano a dire ‘non mi interessa, cioè dobbiamo vincere’. Avevano delle personalità enormi, che in certe circostanze diventa complicato, però le stesse personalità poi ce l’hai in mezzo al campo, con 70mila, con 80mila, con momenti di difficoltà, con momenti che ti stanno facendo l’assedio, cioè loro super tranquilli, super sereni“.

Sempre l’ex attaccante della Beneamata ha poi sottolineato che quel gruppo aveva in testa un solo obiettivo: “A prescindere da con chi giocavano come compagno di reparto, avevano un chip nella testa che diceva ‘Ok, vincere, vincere, vincere’ e quella roba lì ti resta“.

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