Nei giorni scorsi il calcio non è stato scandito solo dai risultati e dalle mosse di mercato. Una vicenda in particolare è finita sui banchi di tribunale.
Il campionato di Serie A 2025/2026 si sta trasformando, settimana dopo settimana, in una sorta di lungo e malinconico ballo d’addio per molti dei suoi interpreti più iconici. Quella che stiamo attraversando sembra essere a tutti gli effetti l’ultima stagione italiana per una folta schiera di fuoriclasse che hanno segnato la storia recente del nostro calcio. I nomi che circolano con insistenza nei corridoi del calciomercato internazionale sono di quelli che spostano gli equilibri: da Dusan Vlahovic a Paulo Dybala, passando per pilastri difensivi come Stefan de Vrij o il capitano giallorosso Lorenzo Pellegrini. Per la maggior parte di questi profili, il commiato avverrà secondo i binari consueti della diplomazia sportiva, con nuove sistemazioni in Premier League o nei ricchi campionati arabi già pronte all’uso.
Tuttavia, mentre altrove si lavora a strette di mano e comunicati di ringraziamento, a Roma è esplosa una situazione surreale che promette di far discutere a lungo giuristi e appassionati, con risvolti legali che potrebbero spingersi fino alla clamorosa risoluzione del contratto. Il cuore della tempesta si trova a Formello, dove il muro contro muro tra la Lazio e Alessio Romagnoli è tracimato dal campo alle carte bollate. Il difensore, dopo il brusco stop alla trattativa con l’Al-Sadd, ha intrapreso una linea di condotta che sta mettendo a dura prova la tenuta dei regolamenti vigenti.
Caos Lazio, Romagnoli “diserta” Formello: in arrivo una sanzione
Per giustificare l’assenza prolungata dagli allenamenti, è ormai prassi in questi casi estremi l’invio di un certificato medico alla società che attesti una condizione di disagio psicologico, legata allo stress derivante dalla rottura dei rapporti professionali. La Lazio, dal canto suo, ha risposto attivando gli strumenti previsti per ogni contratto di lavoro subordinato, disponendo le visite fiscali per accertare la reale entità dell’impedimento. È qui che entra in gioco l’Accordo Collettivo: il calciatore che non svolge le prestazioni pattuite si espone infatti a una vertenza dinanzi al Collegio Arbitrale, con il rischio concreto di subire una riduzione dei compensi in misura minima o massima. Considerando che Romagnoli percepisce uno stipendio da circa 3 milioni di euro netti a stagione, il danno economico per il giocatore potrebbe essere rilevante, ma la posta in palio è ancora più alta.

Caos Lazio, Romagnoli “diserta” Formello: in arrivo una sanzione – campionatistudenteschi.it (foto: profilo IG Romagnoli)
La persistenza dell’inadempimento può infatti condurre alla risoluzione del contratto per colpa del dipendente o alla richiesta di risarcimento danni da parte della società per il pregiudizio tecnico subito. Paradossalmente, in questo scenario kafkiano, la risoluzione contrattuale potrebbe trasformarsi in un vantaggio strategico per Romagnoli, che si ritroverebbe libero da vincoli e pronto a firmare con i qatarioti a parametro zero. Resta sempre aperta la possibilità di una soluzione bonaria, un ultimo tentativo di trovare un accordo in uscita o le basi per un rinnovo che possa ricucire lo strappo, ma ad oggi la sensazione è che il rapporto tra il difensore e il club di Lotito sia ormai giunto a un punto di non ritorno, destinato a concludersi nelle aule di tribunale piuttosto che sul rettangolo verde.
Bomba in Serie A, contratto risolto e addio: a Roma scoppia il caos - campionatistudenteschi.it (Pixabay)






