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Formula 1 2026, partenze più delicate: stop all’uso dell’ala mobile allo start

Partenza di F1Formula 1 2026, partenze più delicate - Campionatistudenteschi.it

La Formula 1 si prepara a una nuova rivoluzione tecnica nel 2026 e, tra le novità, torna al centro dell’attenzione un momento sempre decisivo: la partenza.

Con l’addio all’MGU-H e l’introduzione del nuovo regolamento, lo scatto al via diventa più complesso e potenzialmente più rischioso. Per questo motivo è arrivata una decisione chiara: niente ala mobile dalla griglia fino alla prima curva.

Cosa cambia senza MGU-H

Il regolamento 2026 elimina l’MGU-H, il motogeneratore collegato al turbo che finora aiutava a mantenere costante la pressione di sovralimentazione. Senza questo supporto elettrico, i piloti dovranno affidarsi esclusivamente al motore termico per portare il turbo nella finestra ideale prima dello spegnimento dei semafori.

Una fase molto più delicata rispetto al passato. Preparare correttamente il regime motore diventa fondamentale per evitare esitazioni allo старт e perdite di trazione nei primi metri.

Il preavviso di 5 secondi

Per gestire meglio questa nuova complessità, i team riuniti in sede FIA e nella F1 Commission hanno introdotto un preavviso di 5 secondi prima dell’inizio della sequenza dei semafori. Un margine tecnico utile per stabilizzare il motore e preparare il turbo allo scatto.

Ma il vero nodo non era solo questo.

Il vuoto normativo sull’ala mobile

Con la liberalizzazione dell’uso delle ali mobili durante le sessioni – pensata per ridurre il consumo di energia elettrica sui rettilinei – nel testo del regolamento 2026 non era più presente un divieto esplicito di utilizzo del DRS in partenza.

Una situazione che ha acceso il confronto tra le squadre. Teoricamente, su circuiti con rettilinei molto lunghi subito dopo la griglia, aprire l’ala pochi metri dopo lo старт avrebbe potuto garantire un vantaggio in velocità di punta e nella gestione dell’energia.

Perché sarebbe stato pericoloso

Alla partenza serve massima aderenza, sia meccanica sia aerodinamica. Nei primi metri le monoposto sono ravvicinate, le gomme non sono ancora alla temperatura ideale e fino ai 50 km/h è vietato l’apporto del motore elettrico.

Aprire l’ala in questa fase avrebbe ridotto il carico aerodinamico proprio quando serve stabilità. Inoltre, arrivare alla prima curva con velocità ancora più elevate avrebbe aumentato il rischio di bloccaggi, contatti e tamponamenti, soprattutto con freni e pneumatici non ancora perfettamente in finestra di utilizzo.

La scelta: sicurezza prima di tutto

Alla fine ha prevalso una linea prudente: niente “straight mode”, cioè configurazione a basso carico con ala aperta, dalla griglia fino alla prima curva. Una decisione che mette al centro la sicurezza in uno dei momenti più delicati del Gran Premio.

Il 2026 porterà monoposto profondamente diverse e un equilibrio tecnico ancora tutto da scoprire. Ma una cosa resta invariata: la partenza continuerà a essere uno dei momenti più spettacolari e determinanti, dove pochi metri possono cambiare l’esito di un’intera gara.

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