Kimi Antonelli è sicuramente uno di quei talenti su cui l’Italia può contare, una sorta di Sinner dell’automobilismo. Il ragazzo però è stato preso di mira.
Nel 2025 lo sport italiano ha trovato una nuova figura capace di catalizzare attenzione, aspettative e dibattito: Andrea Kimi Antonelli. Il suo primo anno in Formula 1 non è stato soltanto un debutto precoce, ma una vera prova di maturità dentro uno dei contesti più complessi e spietati dello sport mondiale. A 19 anni, Antonelli si è ritrovato catapultato al centro del progetto Mercedes, chiamato a raccogliere un’eredità pesantissima e a convivere con un’attenzione mediatica fuori scala per la sua età. I numeri raccontano una stagione tutt’altro che banale. Antonelli ha chiuso il campionato al 7° posto nella classifica piloti con 150 punti, conquistando tre podi e dimostrando una crescita costante soprattutto nella seconda metà dell’anno.
Il 3° posto in Canada, la doppia prestazione di altissimo livello in Brasile e il podio di Las Vegas hanno certificato che non si tratta di un talento acerbo, ma di un pilota già in grado di reggere il confronto con nomi affermati. A questi risultati si aggiunge un dato simbolico: la pole position nella Sprint di Miami, un segnale di velocità pura che ha fatto drizzare le antenne a tutto il paddock. Il rapporto con Toto Wolff poi va oltre la classica dinamica tra team principal e pilota. Wolff lo ha seguito fin dalle categorie minori, lo ha voluto fortemente e, oggi, si trova spesso a dosare il ruolo di manager con quello, quasi inevitabile, di figura paterna. Una responsabilità che lo stesso austriaco ha riconosciuto pubblicamente, soprattutto nel momento di tracciare un bilancio umano oltre che sportivo.
Antonelli, Wolff fa chiarezza: “Ci aspettiamo qualcosa di impossible da lui”
Intervenendo a Beyond the Grid, Wolff ha raccontato con grande franchezza cosa significhi gestire un talento così giovane in un ambiente che non concede sconti. Quando parliamo con Kimi, siamo onesti, lo facciamo sia nei momenti belli che in quelli brutti – ha spiegato, sottolineando però la necessità di ricordare sempre l’età del pilota. A volte bisogna ricordare che non si è seduti di fronte a un adulto – ha proseguito il team principal – in fin dei conti, è più un bambino che un adulto, e poi bisogna rendersi conto che ha solo diciannove anni. Wolff ha ammesso che le aspettative attorno ad Antonelli sono state, in parte, quasi disumane: “Sì, è un professionista in auto, ma in termini di maturità ci aspettiamo una crescita quasi impossibile. Il riferimento è alle pressioni mediatiche, al confronto costante con un compagno di squadra esperto e alla necessità di imparare tutto in tempi rapidissimi.

Antonelli, Wolff fa chiarezza: “Ci aspettiamo qualcosa di impossible da lui” – campionatistudenteschi.it (screen Youtube)
Poi, la frase destinata a restare: “A 19 anni ero un idiota. Non avrei potuto gestire la pressione a cui è sottoposto ora”. Un’ammissione che dice molto più di un elogio formale. Wolff ha spiegato che proprio questa consapevolezza lo rende talvolta più severo con Antonelli, salvo poi fermarsi e ricordare a sé stesso: “Aspetta un attimo, è solo un ragazzino”. Parole che fotografano perfettamente la stagione di Kimi Antonelli: un anno di risultati concreti, aspettative enormi e crescita accelerata, vissuto sotto lo sguardo di un team che crede profondamente nel suo futuro. E che, almeno per ora, non ha alcuna intenzione di lasciarlo andare.
Antonelli nel mirino, F1 senza parole: "Un idiota" - campionatistudenteschi.it (screen Youtube)






